Dalla newsletter di valori.it

“Stati Uniti, la finanza dichiara guerra alle nuove regole sul clima

Vigilare sulle proprie emissioni climalteranti e divulgare le informazioni relative? Non sia mai! Il colosso della finanza americana BlackRock ha fatto sapere di voler rifiutare la proposta della Securities and Exchange Commission (SEC), organismo che vigila sulle società quotate in Borsa negli Stati Uniti, che ha appunto chiesto alle aziende di monitorare e rendere pubblici i dati relativi alle emissioni di gas ad effetto serra generate dalle loro attività.

Una novità importante, che riguarda sia le emissioni derivanti direttamente dai loro business, che in gergo tecnico si chiamano “scope 1”, sia quelle legate ad esempio alla generazione di energia elettrica acquistata da terzi, il cosiddetto “scope 2”. E anche, per le imprese più grandi, quelle che riguardano lo “scope 3”, ovvero le emissioni generate dalla catena di approvvigionamento (cioè da aziende terze). Anche se i tempi concessi alle aziende sono piuttosto lunghi. La presentazione dei dati dovrà essere effettuata infatti, in ragione delle dimensioni di ciascuna impresa, tra il 2024 e il 2026.

Comunque troppo per BlackRock, che in una lettera alla SEC ha espresso tutto il suo disappunto, affermando che - a suo avviso - le nuove regole rischierebbero di aumentare i costi (non sia mai, per un’azienda, poverina, che gestisce soltanto 10mila miliardi di dollari) e creerebbe (non si capisce perché) confusione nei consumatori e negli investitori. Per questi ultimi, sempre secondo il più grande fondo d’investimenti del mondo, sarebbe più complicato scegliere.

Al contrario, il presidente della SEC Gary Gensler ha spiegato che la divulgazione di informazioni da parte delle aziende rappresenta uno strumento cruciale per gli investitori, al fine di consentire loro di orientare al meglio le proprie scelte, anche in un’ottica di sostenibilità.

Per ora, l’organismo di controllo non ha voluto replicare a BlackRock. Si sa che quella del fondo americano non è tuttavia l’unica lettera recapitata alla sede della SEC. A scrivere sono state anche altre aziende, e anche numerosi parlamentari repubblicani. I dirigenti del Nasdaq, allo stesso modo, hanno chiesto di fare retromarcia.

Insomma, il fuoco di fila che punta al mantenimento dello status quo è stato avviato. Ed è intenso e incrociato. Difficile immaginare che Gensler potesse non aspettarselo: c’è un intero vecchio mondo, che ha dimostrato di non funzionare, di non garantire stabilità se non ai propri profitti, di generare disuguaglianze e di distruggere natura e biodiversità che tenta in ogni modi di impedire la transizione. Senza capire che in questo non modo non tutela neppure i suoi, di interessi.”
Dalla newsletter di valori.it “Stati Uniti, la finanza dichiara guerra alle nuove regole sul clima Vigilare sulle proprie emissioni climalteranti e divulgare le informazioni relative? Non sia mai! Il colosso della finanza americana BlackRock ha fatto sapere di voler rifiutare la proposta della Securities and Exchange Commission (SEC), organismo che vigila sulle società quotate in Borsa negli Stati Uniti, che ha appunto chiesto alle aziende di monitorare e rendere pubblici i dati relativi alle emissioni di gas ad effetto serra generate dalle loro attività. Una novità importante, che riguarda sia le emissioni derivanti direttamente dai loro business, che in gergo tecnico si chiamano “scope 1”, sia quelle legate ad esempio alla generazione di energia elettrica acquistata da terzi, il cosiddetto “scope 2”. E anche, per le imprese più grandi, quelle che riguardano lo “scope 3”, ovvero le emissioni generate dalla catena di approvvigionamento (cioè da aziende terze). Anche se i tempi concessi alle aziende sono piuttosto lunghi. La presentazione dei dati dovrà essere effettuata infatti, in ragione delle dimensioni di ciascuna impresa, tra il 2024 e il 2026. Comunque troppo per BlackRock, che in una lettera alla SEC ha espresso tutto il suo disappunto, affermando che - a suo avviso - le nuove regole rischierebbero di aumentare i costi (non sia mai, per un’azienda, poverina, che gestisce soltanto 10mila miliardi di dollari) e creerebbe (non si capisce perché) confusione nei consumatori e negli investitori. Per questi ultimi, sempre secondo il più grande fondo d’investimenti del mondo, sarebbe più complicato scegliere. Al contrario, il presidente della SEC Gary Gensler ha spiegato che la divulgazione di informazioni da parte delle aziende rappresenta uno strumento cruciale per gli investitori, al fine di consentire loro di orientare al meglio le proprie scelte, anche in un’ottica di sostenibilità. Per ora, l’organismo di controllo non ha voluto replicare a BlackRock. Si sa che quella del fondo americano non è tuttavia l’unica lettera recapitata alla sede della SEC. A scrivere sono state anche altre aziende, e anche numerosi parlamentari repubblicani. I dirigenti del Nasdaq, allo stesso modo, hanno chiesto di fare retromarcia. Insomma, il fuoco di fila che punta al mantenimento dello status quo è stato avviato. Ed è intenso e incrociato. Difficile immaginare che Gensler potesse non aspettarselo: c’è un intero vecchio mondo, che ha dimostrato di non funzionare, di non garantire stabilità se non ai propri profitti, di generare disuguaglianze e di distruggere natura e biodiversità che tenta in ogni modi di impedire la transizione. Senza capire che in questo non modo non tutela neppure i suoi, di interessi.”
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