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    İn accordo con i dati relativi al 2021, su un totale di circa 7900 comuni italiani, più di 1 su 3 (2.747) non ha fornito la rendicontazione sui proventi delle multe stradali relativi all'anno 2020. Si parla di almeno tre miliardi.
    Vedo molti articoli, ovviamente tutti "proni" al Sistema, che annunciano le mirabolanti novitá legate al nuovo codice della strada. E non vedo critiche.
    Se regolamentare l'uso dei monopattini, e le sanzioni contro chi guida sotto effetto di stupefacenti o alcool, puó avere un senso per la sicurezza di tutti, prendersela come al solito con il "telefonino" o con i limiti di velocitá, se non é sbagliato in sé, lo é come viene proposto.

    Non posso pretendere che anche in Italia vi sia l'alto senso civico che esiste in Germania, dove i limiti ci sono solo dove servono, altrimenti uno va come vuole. Ma in Germania la gente é educata e sa guidare, due qualitá che in Italia sono purtroppo rare al volante.
    Resta comunque che uno Stato civile debba legiferare per ottenere degli scopi, non la cassa indebita e il disastro sociale per certe famiglie.

    2600 euro di multa per l'uso del cellulare, sono esagerati. Sono due mesi di stipendio per un lavoratore medio. A fronte di cosa? Se ha in mano il cellulare? Se parla al telefono senza il viva voce? Se scrive messaggini mentre guida? Sono tre tipologie di rischio completamente diverse, ma teoricamente punite in egual misura. Inoltre, con gli schermi ormai presenti anche nelle auto, che sono comandati o dal tocco delle mani o dalla rotellina posta in genere tra i sedili, le persone smanettano pericolosamente anche mentre guidano per cercare notizie, ristoranti, indicazioni sul traffico, indirizzi. Da punto di vista della sicurezza, sono molto piú pericolosi questi schermi multifunzione che i telefonini. Ma nessuna sanzione é prevista dall'uso di tali schermi, e il loro uso non viene bloccato automaticamente a vettura in movimento dai produttori.

    Veniamo ai limiti. Dovrebbero servire ad aiutare il conducente ad orientarsi in territori non conosciuti, ed a tutelare situazioni particolari: scuole, ospedali, etc. Per aiutare il rispetto di tali limitazioni socialmente utili, hanno inventato gli autovelox, che puniscono, giustamente, chi proprio non vuole adeguarsi al vivere civile. Ma qual'é la realtá? Lo sanno tutti. Autovelox selvaggi per fare cassa, su strade dove é impossibile rispettare i limiti imposti. Il nuovo codice dicono sia restrittivo verso questo uso selvaggio, vedremo. Ma resta che il limite di velocitá superato non puó comportare multe irreali e dieci punti sulla patente, o addirittura il ritiro della stessa. Ci vuole gradualitá, buonsenso.

    Io non vivo in Italia, ma quando vengo guido molto malvolentieri. La maleducazione incredibile di chi ti si attacca dietro che gli puoi contare i peli del naso, o di chi guida stile "rompighiaccio", ovvero arriva come una freccia e non accenna a fermarsi contando sul fatto che chi sta davanti si spaventi e rientri a destra velocemente, o di chi parcheggia in modo selvaggio, o al semaforo si ferma sulle strisce pedonali quasi che avanzando un metro in piú perde meno tempo quando riparte, é qualcosa di inaccettabile. E in molti casi di veramente pericoloso.

    Se il governo, un governo qualunque, volesse mettere ordine in Italia, impresa veramente titanica, dovrebbe far girare della auto-civetta, dotate di telecamere, e filmare i rompighiaccio e gli emuli della pattuglia acrobatica, ed al secondo richiamo levargli la patente a vita. Come levarla a vita a chi beve o si droga, a chi mette veramente in pericolo altri cittadini. Solo cosí, questi maleducati incivili potrebbero calmarsi e forse diventare cittadini europei.

    Ma lo Stato non é veramente interessato alla sicurezza dei cittadini. Cerca solo di fare cassa, un'altro modo per sfruttare la gallina dalle uova d'oro che rappresenta l'auto. Ugo Busatti
    Un altro bel tema İn accordo con i dati relativi al 2021, su un totale di circa 7900 comuni italiani, più di 1 su 3 (2.747) non ha fornito la rendicontazione sui proventi delle multe stradali relativi all'anno 2020. Si parla di almeno tre miliardi. Vedo molti articoli, ovviamente tutti "proni" al Sistema, che annunciano le mirabolanti novitá legate al nuovo codice della strada. E non vedo critiche. Se regolamentare l'uso dei monopattini, e le sanzioni contro chi guida sotto effetto di stupefacenti o alcool, puó avere un senso per la sicurezza di tutti, prendersela come al solito con il "telefonino" o con i limiti di velocitá, se non é sbagliato in sé, lo é come viene proposto. Non posso pretendere che anche in Italia vi sia l'alto senso civico che esiste in Germania, dove i limiti ci sono solo dove servono, altrimenti uno va come vuole. Ma in Germania la gente é educata e sa guidare, due qualitá che in Italia sono purtroppo rare al volante. Resta comunque che uno Stato civile debba legiferare per ottenere degli scopi, non la cassa indebita e il disastro sociale per certe famiglie. 2600 euro di multa per l'uso del cellulare, sono esagerati. Sono due mesi di stipendio per un lavoratore medio. A fronte di cosa? Se ha in mano il cellulare? Se parla al telefono senza il viva voce? Se scrive messaggini mentre guida? Sono tre tipologie di rischio completamente diverse, ma teoricamente punite in egual misura. Inoltre, con gli schermi ormai presenti anche nelle auto, che sono comandati o dal tocco delle mani o dalla rotellina posta in genere tra i sedili, le persone smanettano pericolosamente anche mentre guidano per cercare notizie, ristoranti, indicazioni sul traffico, indirizzi. Da punto di vista della sicurezza, sono molto piú pericolosi questi schermi multifunzione che i telefonini. Ma nessuna sanzione é prevista dall'uso di tali schermi, e il loro uso non viene bloccato automaticamente a vettura in movimento dai produttori. Veniamo ai limiti. Dovrebbero servire ad aiutare il conducente ad orientarsi in territori non conosciuti, ed a tutelare situazioni particolari: scuole, ospedali, etc. Per aiutare il rispetto di tali limitazioni socialmente utili, hanno inventato gli autovelox, che puniscono, giustamente, chi proprio non vuole adeguarsi al vivere civile. Ma qual'é la realtá? Lo sanno tutti. Autovelox selvaggi per fare cassa, su strade dove é impossibile rispettare i limiti imposti. Il nuovo codice dicono sia restrittivo verso questo uso selvaggio, vedremo. Ma resta che il limite di velocitá superato non puó comportare multe irreali e dieci punti sulla patente, o addirittura il ritiro della stessa. Ci vuole gradualitá, buonsenso. Io non vivo in Italia, ma quando vengo guido molto malvolentieri. La maleducazione incredibile di chi ti si attacca dietro che gli puoi contare i peli del naso, o di chi guida stile "rompighiaccio", ovvero arriva come una freccia e non accenna a fermarsi contando sul fatto che chi sta davanti si spaventi e rientri a destra velocemente, o di chi parcheggia in modo selvaggio, o al semaforo si ferma sulle strisce pedonali quasi che avanzando un metro in piú perde meno tempo quando riparte, é qualcosa di inaccettabile. E in molti casi di veramente pericoloso. Se il governo, un governo qualunque, volesse mettere ordine in Italia, impresa veramente titanica, dovrebbe far girare della auto-civetta, dotate di telecamere, e filmare i rompighiaccio e gli emuli della pattuglia acrobatica, ed al secondo richiamo levargli la patente a vita. Come levarla a vita a chi beve o si droga, a chi mette veramente in pericolo altri cittadini. Solo cosí, questi maleducati incivili potrebbero calmarsi e forse diventare cittadini europei. Ma lo Stato non é veramente interessato alla sicurezza dei cittadini. Cerca solo di fare cassa, un'altro modo per sfruttare la gallina dalle uova d'oro che rappresenta l'auto. Ugo Busatti
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  • Quando sono nato io, nel 1950, il Mondo contava 2,5 miliardi di esseri umani. Questa cifra é stata triplicata nel 2017, ed oggi siamo oltre gli otto miliardi.
    In IDIOCRACY, un film molto divertente e pieno di provocazioni e situazioni limite opportunamente descritte per dimostrare come l'umanitá stia regredendo in senso di intelligenza, piuttosto che il contrario, tra le tante situazioni si vede una coppia di persone molto istruite e pacate rimandare la decisione di fare figli, mentre si vede una coppia di persone non con le stesse qualitá, sfornare figli vocianti e maleducati in modo seriale. La scena é ripetuta ogni cinque anni, ed alla fine i primi non fanno figli, mentre i secondi ne hanno fatti una decina.
    Con il saggio " meglio non essere mai nati", il filosofo sudafricano David Benatar inaugura una scuola di pensiero che vede nella "denatalitá" un fatto positivo per il Pianeta e tutti coloro che lo abitano. Al contrario della politica che critica e contrasta la poca voglia di fare figli dei nostri giovani.

    Evidentemente nessuno di questi pensatori é contro i bambini o chi li fa. Se ne fa semplicemente un oggetto di discussione per cercare di capire dove stiamo andando e quali possono essere le conseguenze.

    Grazie a Lavoisier, il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell'energia, stabilisce che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, ovvero che l'energia cambia di forma ma si conserva sempre.

    Ed il corrispondente filosofico di tale principio sta nel "divenire" che a partire da Eraclito domina il pensiero comune. Anche quello che sembra statico alla percezione sensoriale in verità è dinamico e in continuo cambiamento.

    In questo scenario filosofico/scientifico, dove mettiamo la capacitá del Mondo di "sopportare" questo sovraccarico umano?

    I nuovi essere umani appena nascono diventano inconsapevoli "consumatori". Hanno bisogno di tutto quello che noi consideriamo necessitá. Dai pannolini che si usano e gettano ( e non che si lavano come una volta) a tutto quello che serve per far crescere i bambini sani e sicuri. Intorno ai bambini esiste una economia fiorente che crea in continuazione bisogni e necessitá per far consumare. Dal ridicolo caschetto per la testa di bambini che vanno col piccolo monopattino a tre ruote, al sedile per l'auto con il sistema "antiabbandono" o qualunque altra invenzione, supportata da leggi fatte per proteggere lobby e creare opportunitá di vendite, vediamo i piccoli che una volta non avevano bisogno di nulla oltre che l'affetto dei genitori, essere ormai centri di consumo.

    E poi crescono, e diventano adulti e finalmente consumatori a pieno titolo.

    Se pretendiamo di fare auto elettriche o usare energia "pulita" per salvare il pianeta, la vogliamo cominciare a considerare come una emergenza per il genere umano la crescita esponenziale dello stesso?

    Si obietterá che a fare i figli sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo e quelli asiatici, e anche nel nostro ricco e intelligente occidente sono gli immigrati ad essere piú produttivi.

    E allora cosa ci aspetta? Un Mondo squilibrato? Piú nero e giallo che bianco? Che pesa di piú ad Est che ad Ovest? E date le condizioni attuali, piú di ignoranti che di persone colte ed istruite?

    Da questi interrogativi parte il concetto di denatalitá, che si basa anche sulle difficoltá sempre maggiori che i nostri giovani incontrano nell'inserimento sociale, e saranno amplificate da questa corsa verso la digitalizzazione e l'Intelligenza Artificiale.

    L'aggressione dell'Occidente a chi non la pensa come noi, ed il continuo sfruttamento perpetrato fino ad oggi ai danni dei Paesi in via di sviluppo, hanno creato una frattura insanabile, che sta prendendo forma in modo netto ai giorni nostri.

    Tale frattura dovrá essere sanata sul nascere, con una politica ambientale, energetica, di distribuzione di ricchezza e di controllo delle nascite a livello globale.

    Altrimenti saranno guai seri. Alcuni grandi imprenditori "illuminati" lo stanno capendo. Ma sono ancora una minoranza. E dato che loro controllano la politica che controlla il nostro destino di parco buoi, come finirá? Ai posteri l'ardua sentenza. Ugo Busatti
    Quando sono nato io, nel 1950, il Mondo contava 2,5 miliardi di esseri umani. Questa cifra é stata triplicata nel 2017, ed oggi siamo oltre gli otto miliardi. In IDIOCRACY, un film molto divertente e pieno di provocazioni e situazioni limite opportunamente descritte per dimostrare come l'umanitá stia regredendo in senso di intelligenza, piuttosto che il contrario, tra le tante situazioni si vede una coppia di persone molto istruite e pacate rimandare la decisione di fare figli, mentre si vede una coppia di persone non con le stesse qualitá, sfornare figli vocianti e maleducati in modo seriale. La scena é ripetuta ogni cinque anni, ed alla fine i primi non fanno figli, mentre i secondi ne hanno fatti una decina. Con il saggio " meglio non essere mai nati", il filosofo sudafricano David Benatar inaugura una scuola di pensiero che vede nella "denatalitá" un fatto positivo per il Pianeta e tutti coloro che lo abitano. Al contrario della politica che critica e contrasta la poca voglia di fare figli dei nostri giovani. Evidentemente nessuno di questi pensatori é contro i bambini o chi li fa. Se ne fa semplicemente un oggetto di discussione per cercare di capire dove stiamo andando e quali possono essere le conseguenze. Grazie a Lavoisier, il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell'energia, stabilisce che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, ovvero che l'energia cambia di forma ma si conserva sempre. Ed il corrispondente filosofico di tale principio sta nel "divenire" che a partire da Eraclito domina il pensiero comune. Anche quello che sembra statico alla percezione sensoriale in verità è dinamico e in continuo cambiamento. In questo scenario filosofico/scientifico, dove mettiamo la capacitá del Mondo di "sopportare" questo sovraccarico umano? I nuovi essere umani appena nascono diventano inconsapevoli "consumatori". Hanno bisogno di tutto quello che noi consideriamo necessitá. Dai pannolini che si usano e gettano ( e non che si lavano come una volta) a tutto quello che serve per far crescere i bambini sani e sicuri. Intorno ai bambini esiste una economia fiorente che crea in continuazione bisogni e necessitá per far consumare. Dal ridicolo caschetto per la testa di bambini che vanno col piccolo monopattino a tre ruote, al sedile per l'auto con il sistema "antiabbandono" o qualunque altra invenzione, supportata da leggi fatte per proteggere lobby e creare opportunitá di vendite, vediamo i piccoli che una volta non avevano bisogno di nulla oltre che l'affetto dei genitori, essere ormai centri di consumo. E poi crescono, e diventano adulti e finalmente consumatori a pieno titolo. Se pretendiamo di fare auto elettriche o usare energia "pulita" per salvare il pianeta, la vogliamo cominciare a considerare come una emergenza per il genere umano la crescita esponenziale dello stesso? Si obietterá che a fare i figli sono soprattutto i Paesi in via di sviluppo e quelli asiatici, e anche nel nostro ricco e intelligente occidente sono gli immigrati ad essere piú produttivi. E allora cosa ci aspetta? Un Mondo squilibrato? Piú nero e giallo che bianco? Che pesa di piú ad Est che ad Ovest? E date le condizioni attuali, piú di ignoranti che di persone colte ed istruite? Da questi interrogativi parte il concetto di denatalitá, che si basa anche sulle difficoltá sempre maggiori che i nostri giovani incontrano nell'inserimento sociale, e saranno amplificate da questa corsa verso la digitalizzazione e l'Intelligenza Artificiale. L'aggressione dell'Occidente a chi non la pensa come noi, ed il continuo sfruttamento perpetrato fino ad oggi ai danni dei Paesi in via di sviluppo, hanno creato una frattura insanabile, che sta prendendo forma in modo netto ai giorni nostri. Tale frattura dovrá essere sanata sul nascere, con una politica ambientale, energetica, di distribuzione di ricchezza e di controllo delle nascite a livello globale. Altrimenti saranno guai seri. Alcuni grandi imprenditori "illuminati" lo stanno capendo. Ma sono ancora una minoranza. E dato che loro controllano la politica che controlla il nostro destino di parco buoi, come finirá? Ai posteri l'ardua sentenza. Ugo Busatti
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  • Ho fatto una piccola ricerca sul mondo delle assicurazioni, dato che ci stanno obbligando ad assicurarci anche sulle biciclette e sui monopattini.
    In Italia, a numeri del 2022, ci sono 32,9 milioni di autoveicoli assicurati ad un prezzo medio di RCA di 370 euro per veicolo. Poi ci sono 4,3 milioni di motoveicoli assicurati ad un prezzo medio di 243 euro. Il che corrisponde a 1 miliardo e 45 milioni per le moto, e 12, 173 milioni per le auto. In totale poco piú di 13 miliardi. A circa 3,5 miliardi corrisponde il fatturato Responsabilitá Civile rischi generali. Per un totale di circa 17 miliardi.
    Il resto delle grandi cifre vengono fatte dal ramo vita con circa 95 miliardi, e dal ramo danni sanitari e immobiliari, per altri 18 miliardi.
    Tutti questi dati li ho ricavati dalla relazione IVASS, Istituto sulla Vigilanza della Imprese Assicuratrici.
    Provate ad immaginare di fare una approfondita ricerca statistica, che é la base della vita delle imprese assicuratrici, e provate ad estendere la copertura generale danni a tutti i cittadini italiani che alla fine del 2022 erano 59 milioni.
    Verrebbe fuori un numero, statisticamente accettabile, compreso tra i duecento ed i quattrocento euro per persona, neonati compresi. Ovvero un fatturato complessivo tra i 12 ed i 24 miliardi di euro. Questo senza considerare le eventuali franchigie.
    Una assicurazione obbligatoria vita natural durante ad ogni cittadino italiano per la copertura di qualunque danno provocato da lui stesso alla guida di qualunque oggetto semovente ( auto, moto, bicicletta, monopattino), o dalla sua vita quotidiana ( morso di un cane, vaso che cade dal terrazzo etc). Non sarebbero incluse le assicurazioni da rischi sanitari e immobiliari ovviamente. O ci sarebbe una polizza ridotta per chi non guida nulla. Ma non si dovrebbe sottoscrivere una polizza per ogni mezzo guidato per tutti gli altri, a meno che non sia di furto o incendio.
    Se questo concetto fosse unito all’altra proposta di SEI, ovvero un numero di targa unico per ciascun cittadino fin dalla nascita, la gestione sarebbe addirittura semplificata.
    Le assicurazioni riceverebbero ulteriori premi solo in caso di addizionale di furto, di malattie o di immobili, a parte le assicurazioni sulla vita, altro tema.
    Niente piú passaggi di proprietá, responsabilitá civile certificata, premi ridotti, copertura totale con garanzia per i danneggiati.
    Questo nel Mondo di SEI, che non é frutto di fantasie mirabolanti, ma di semplificazioni sostenibili economicamente e socialmente.
    Ho fatto una piccola ricerca sul mondo delle assicurazioni, dato che ci stanno obbligando ad assicurarci anche sulle biciclette e sui monopattini. In Italia, a numeri del 2022, ci sono 32,9 milioni di autoveicoli assicurati ad un prezzo medio di RCA di 370 euro per veicolo. Poi ci sono 4,3 milioni di motoveicoli assicurati ad un prezzo medio di 243 euro. Il che corrisponde a 1 miliardo e 45 milioni per le moto, e 12, 173 milioni per le auto. In totale poco piú di 13 miliardi. A circa 3,5 miliardi corrisponde il fatturato Responsabilitá Civile rischi generali. Per un totale di circa 17 miliardi. Il resto delle grandi cifre vengono fatte dal ramo vita con circa 95 miliardi, e dal ramo danni sanitari e immobiliari, per altri 18 miliardi. Tutti questi dati li ho ricavati dalla relazione IVASS, Istituto sulla Vigilanza della Imprese Assicuratrici. Provate ad immaginare di fare una approfondita ricerca statistica, che é la base della vita delle imprese assicuratrici, e provate ad estendere la copertura generale danni a tutti i cittadini italiani che alla fine del 2022 erano 59 milioni. Verrebbe fuori un numero, statisticamente accettabile, compreso tra i duecento ed i quattrocento euro per persona, neonati compresi. Ovvero un fatturato complessivo tra i 12 ed i 24 miliardi di euro. Questo senza considerare le eventuali franchigie. Una assicurazione obbligatoria vita natural durante ad ogni cittadino italiano per la copertura di qualunque danno provocato da lui stesso alla guida di qualunque oggetto semovente ( auto, moto, bicicletta, monopattino), o dalla sua vita quotidiana ( morso di un cane, vaso che cade dal terrazzo etc). Non sarebbero incluse le assicurazioni da rischi sanitari e immobiliari ovviamente. O ci sarebbe una polizza ridotta per chi non guida nulla. Ma non si dovrebbe sottoscrivere una polizza per ogni mezzo guidato per tutti gli altri, a meno che non sia di furto o incendio. Se questo concetto fosse unito all’altra proposta di SEI, ovvero un numero di targa unico per ciascun cittadino fin dalla nascita, la gestione sarebbe addirittura semplificata. Le assicurazioni riceverebbero ulteriori premi solo in caso di addizionale di furto, di malattie o di immobili, a parte le assicurazioni sulla vita, altro tema. Niente piú passaggi di proprietá, responsabilitá civile certificata, premi ridotti, copertura totale con garanzia per i danneggiati. Questo nel Mondo di SEI, che non é frutto di fantasie mirabolanti, ma di semplificazioni sostenibili economicamente e socialmente.
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  • Sono ormai dieci anni che esiste il progetto di SEI. Nel tempo si é evoluto, anche se giustamente resta patrimonio di nicchia, dato che per capirlo nel suo insieme serve studiarlo, e la gente, la massa, non ama impegnarsi. Ma non importa. Resta che SEI stava per Stato Etico Italiano, che poi ho cambiato in Stato Amico, pur mantenendo l'acronimo. Perché? In primo luogo mi é stato fatto notare, giustamente, che ricordava troppo Hegel e l'uso che di questo aggettivo é stato fatto da ideologie non certo fonte di ispirazione.
    Poi, io stesso, nell'insieme della meditazione generale che il progetto comporta, ho riflettuto sul fatto che in Occidente abbiamo avuto una crescita incredibile di benessere, purtroppo sempre meno diffuso, ma pur sempre tangibile. Nello stesso tempo peró abbiamo dimenticato l'Etica. Questa enorme falsitá di trincerarsi dietro definizioni meno dirette di determinate situazioni, e questa altrettanto enorme falsitá di parlare di "ambiente", di " vita a base di prodotti bio", di andare in bicicletta inseguendo un modello di perfetto cittadino moderno, non é altro che un modo per ripulirsi la coscienza.
    Il nostro benessere é possibile, ancora per poco, grazie alla sofferenza di altri. Anche se mettere il caschetto di protezione al bambino di tre anni che va su una biciclettina con le rotelle ci fa sentire tanto "bravi", e se comprare a prezzo esagerato prodotti " bio" che non si capisce bene perché debbano costare tanto, ci eleva al rango di eroi protettori dell'universo, in realtá, non pensiamo neanche un momento che l'Etica, quella che non c'é e che stiamo perdendo, non sta nelle nuove definizione di comportamenti deviati o di altro tipo di problema.
    L'Etica dovrebbe renderci chiaro che ci sono almeno 5 miliardi di persone che con diversi livelli e gradi, STANNO MALE.
    Che nel nostro stesso mondo, non tutti i ragazzi hanno le stesse pari opportunitá. Che troppe persone vivono nell'indigenza, e questo in un Mondo interconnesso come oggi, non é sopportabile. Eticamente.
    E invece si parla di utero in affitto, di eutanasia, di aborto, come se queste cose, che dovrebbero essere lasciate alla decisione del singolo, dato che é il SINGOLO che ne sopporta le conseguenze, fossero le questioni Etiche importanti.

    No amici cari. L'Etica sta nel capire che il Mondo interconnesso deve cambiare marcia, ed invece che andare in giro a dare sanzioni ed esportare democrazia ( e armi), si dovrebbe attuare un piano di sviluppo globale che tenga in considerazione il benessere delle genti e perché no, la redditivitá dei progetti " esportati".

    Ma l'Etica, quella vera, nel Mondo Occidentale sta scomparendo nel mare del qualunquismo miope che fa piú danni che altro.
    Ugo Busatti
    Sono ormai dieci anni che esiste il progetto di SEI. Nel tempo si é evoluto, anche se giustamente resta patrimonio di nicchia, dato che per capirlo nel suo insieme serve studiarlo, e la gente, la massa, non ama impegnarsi. Ma non importa. Resta che SEI stava per Stato Etico Italiano, che poi ho cambiato in Stato Amico, pur mantenendo l'acronimo. Perché? In primo luogo mi é stato fatto notare, giustamente, che ricordava troppo Hegel e l'uso che di questo aggettivo é stato fatto da ideologie non certo fonte di ispirazione. Poi, io stesso, nell'insieme della meditazione generale che il progetto comporta, ho riflettuto sul fatto che in Occidente abbiamo avuto una crescita incredibile di benessere, purtroppo sempre meno diffuso, ma pur sempre tangibile. Nello stesso tempo peró abbiamo dimenticato l'Etica. Questa enorme falsitá di trincerarsi dietro definizioni meno dirette di determinate situazioni, e questa altrettanto enorme falsitá di parlare di "ambiente", di " vita a base di prodotti bio", di andare in bicicletta inseguendo un modello di perfetto cittadino moderno, non é altro che un modo per ripulirsi la coscienza. Il nostro benessere é possibile, ancora per poco, grazie alla sofferenza di altri. Anche se mettere il caschetto di protezione al bambino di tre anni che va su una biciclettina con le rotelle ci fa sentire tanto "bravi", e se comprare a prezzo esagerato prodotti " bio" che non si capisce bene perché debbano costare tanto, ci eleva al rango di eroi protettori dell'universo, in realtá, non pensiamo neanche un momento che l'Etica, quella che non c'é e che stiamo perdendo, non sta nelle nuove definizione di comportamenti deviati o di altro tipo di problema. L'Etica dovrebbe renderci chiaro che ci sono almeno 5 miliardi di persone che con diversi livelli e gradi, STANNO MALE. Che nel nostro stesso mondo, non tutti i ragazzi hanno le stesse pari opportunitá. Che troppe persone vivono nell'indigenza, e questo in un Mondo interconnesso come oggi, non é sopportabile. Eticamente. E invece si parla di utero in affitto, di eutanasia, di aborto, come se queste cose, che dovrebbero essere lasciate alla decisione del singolo, dato che é il SINGOLO che ne sopporta le conseguenze, fossero le questioni Etiche importanti. No amici cari. L'Etica sta nel capire che il Mondo interconnesso deve cambiare marcia, ed invece che andare in giro a dare sanzioni ed esportare democrazia ( e armi), si dovrebbe attuare un piano di sviluppo globale che tenga in considerazione il benessere delle genti e perché no, la redditivitá dei progetti " esportati". Ma l'Etica, quella vera, nel Mondo Occidentale sta scomparendo nel mare del qualunquismo miope che fa piú danni che altro. Ugo Busatti
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  • Mi sono occupato nei giorni scorsi di Intelligenza artificiale, ma ovviamente in modo del tutto "dilettantesco" non essendo esperto del settore e non avendo alcuna istruzione specifica. Quindi mi sono limitato a riflessioni etiche o a commentare le decisioni del Parlamento europeo, che almeno per ora lasciano abbastanza perplessi sul "metodo" se lo rapportiamo a quanto accade negli USA, dove é stato chiesto ai big 7 (Amazon, Anthropic, Google, Inflection, Meta, Microsoft e OpenAi) della AI di autolimitarsi. Il che apre delle autostrade al futuro ed alle possibilitá di concorrenza.

    Dato che in Italia é ancora troppo presto per orientarsi e cercare di capire a livello di grande pubblico di cosa parliamo, sono andato sul sito della Harward University, ed ho cercato almeno di rendermi conto delle diverse definizioni di Intelligenza Artificiale. Qui di seguito le condivido con voi, per vostro interesse. Ammesso che vi interessi.

    "Intelligenza artificiale (AI) è un termine generico per qualsiasi teoria, sistema informatico o software sviluppato per consentire alle macchine di eseguire compiti che normalmente richiedono l'intelligenza umana. Il software di assistente virtuale sullo smartphone è un esempio di intelligenza artificiale.

    Il Machine Learning è un campo che sviluppa e utilizza algoritmi e modelli statistici per consentire ai sistemi informatici di apprendere e adattarsi senza dover seguire istruzioni specifiche. Chiedere al GPS di calcolare l'ora stimata di arrivo alla prossima destinazione è un esempio di apprendimento automatico che si svolge nella nostra vita quotidiana.

    L'intelligenza artificiale generativa è un tipo di sistema di intelligenza artificiale in grado di generare testo, immagini o altri media in risposta alle richieste.

    L'elaborazione del linguaggio naturale è il campo dell'intelligenza artificiale in cui l'informatica incontra la linguistica per consentire ai computer di comprendere ed elaborare il linguaggio umano.

    ChatGPT è un chatbot ( chat sta per conversazione, e bot sta per robot) sviluppato da OpenAI che utilizza l'intelligenza artificiale generativa e l'elaborazione del linguaggio naturale per simulare conversazioni simili a quelle umane in una finestra di chat in cui l'utente può chiedere al bot di aiutare con una varietà di attività, tra cui la stesura di e-mail, saggi, codice e altro ancora."

    Questo é quanto, almeno per il momento. Qui sta il nostro futuro, ammesso che l'Ucraina ed il Niger ce ne lascino uno.
    Ugo Busatti
    Mi sono occupato nei giorni scorsi di Intelligenza artificiale, ma ovviamente in modo del tutto "dilettantesco" non essendo esperto del settore e non avendo alcuna istruzione specifica. Quindi mi sono limitato a riflessioni etiche o a commentare le decisioni del Parlamento europeo, che almeno per ora lasciano abbastanza perplessi sul "metodo" se lo rapportiamo a quanto accade negli USA, dove é stato chiesto ai big 7 (Amazon, Anthropic, Google, Inflection, Meta, Microsoft e OpenAi) della AI di autolimitarsi. Il che apre delle autostrade al futuro ed alle possibilitá di concorrenza. Dato che in Italia é ancora troppo presto per orientarsi e cercare di capire a livello di grande pubblico di cosa parliamo, sono andato sul sito della Harward University, ed ho cercato almeno di rendermi conto delle diverse definizioni di Intelligenza Artificiale. Qui di seguito le condivido con voi, per vostro interesse. Ammesso che vi interessi. "Intelligenza artificiale (AI) è un termine generico per qualsiasi teoria, sistema informatico o software sviluppato per consentire alle macchine di eseguire compiti che normalmente richiedono l'intelligenza umana. Il software di assistente virtuale sullo smartphone è un esempio di intelligenza artificiale. Il Machine Learning è un campo che sviluppa e utilizza algoritmi e modelli statistici per consentire ai sistemi informatici di apprendere e adattarsi senza dover seguire istruzioni specifiche. Chiedere al GPS di calcolare l'ora stimata di arrivo alla prossima destinazione è un esempio di apprendimento automatico che si svolge nella nostra vita quotidiana. L'intelligenza artificiale generativa è un tipo di sistema di intelligenza artificiale in grado di generare testo, immagini o altri media in risposta alle richieste. L'elaborazione del linguaggio naturale è il campo dell'intelligenza artificiale in cui l'informatica incontra la linguistica per consentire ai computer di comprendere ed elaborare il linguaggio umano. ChatGPT è un chatbot ( chat sta per conversazione, e bot sta per robot) sviluppato da OpenAI che utilizza l'intelligenza artificiale generativa e l'elaborazione del linguaggio naturale per simulare conversazioni simili a quelle umane in una finestra di chat in cui l'utente può chiedere al bot di aiutare con una varietà di attività, tra cui la stesura di e-mail, saggi, codice e altro ancora." Questo é quanto, almeno per il momento. Qui sta il nostro futuro, ammesso che l'Ucraina ed il Niger ce ne lascino uno. Ugo Busatti
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  • Fa molto male chi si disinteressa di quanto succede in Niger. E chi non guarda all'evolversi della situazione in Africa. Perché é lí che si gioca il nostro prossimo futuro. E di seguito spiego perché la penso in questo modo.

    1 - Il golpe che ha rovesciato il presidente Mohamed Bazoum, mette in allarme UE ed USA. La Francia con le parole di Macron, ( "reagiremo con fermezza a chi mette in pericolo gli INTERESSI francesi in Niger") chiarisce in modo inequivocabile che l'Occidente continua nella sua politica di fare affari in giro per il mondo mettendo sul tavolo delle trattative una pistola pronta a sparare. Metodo decisamente mafioso, ma fino ad oggi efficace.

    2 - La Russia, nano economico in Africa, cerca spazio sia per rispondere agli attacchi occidentali in atto con l'Ucraina, sia per mantenere una presenza sul territorio ormai in bilico. Le cifre: nel 2021 l’interscambio russo con l’Africa era 17,7 miliardi, per lo più concentrato su armi e grano. Per capire la modesta entità di queste cifre bisogna paragonarle all’interscambio tra l’Unione europea e l’Africa che è di 295 miliardi di dollari annui, a quello tra Cina e Africa a quota 254 miliardi, infine a quello degli Stati Uniti pari a 83,7 miliardi. E quindi Putin gioca sul tavolo del Risiko con la sua forza militare, e tende a "destabilizzare" il continente. Appoggiando il golpe del Niger, non solo tenta di mettere le mani sull'uranio del quale il Paese é ricchissimo, ma anche di allentare i freni della immigrazione verso occidente, che oggi il Paese contribuisce invece a frenare.

    3 - Ma il gioco non riesce del tutto. E come si dice, tra i due litiganti, il terzo gode. Nel summit recente Russia-Africa a San Pietroburgo, si sono presentati solo 16 capi di Stato africani, cioè meno della metà rispetto ai 43 che parteciparono al primo vertice con questo formato che si tenne a Sochi nel 2019. E questo nonostante che la maggior parte dei Paesi africani non ci pensa nemmeno lontanamente di prendere posizione sulla guerra in Ucraina. L'Occidente ha dispiegato ogni mezzo diplomatico per spiegare le proprie ragioni, ma ovviamente gli africani non sono stupidi, e non cascano nella trappola. Se dunque voltano le spalle alla Russia ed all'Occidente, a chi sorrideranno? Manco a dirlo. A Cina, India, Turchia, Arabia Saudita. E le carte si rimescolano.

    Conclusione: la globalizzazione ha prodotto guai non solo contribuendo alle delocalizzazioni che hanno creato l'impoverimento della classe media occidentale e l'aumento dell'inquinamento dovuto ai trasporti navali e alle produzioni in Paesi che non hanno scrupoli ecologici, ma anche nel rimescolare le carte degli equilibri geopolitici che oggi presentano il conto.

    I conti sbagliati dell'Occidente, UE in testa, si stanno evidenziando in modo preoccupante. Non é la Russia il nemico da combattere economicamente. Anzi, come aveva intuito correttamente Trump ( anche se non si puó dire) doveva diventare partner favorito dell'occidente proprio per mantenere gli equilibri africani e rispondere alle politiche di insediamento cinesi ed economiche indiane nel continente.

    E invece ci stiamo liberando di un partner solido per le nostre necessitá energetiche e di altre materie prime ( compreso il grano russo, in sovrapproduzione che regala agli africani dato che non lo puó vendere), non guadagniamo punti in Africa, e consegniamo tutto nelle mani di un Oriente pronto a strangolarci quando ci risveglieremo da questo errore fatale.

    Ammesso che non succeda qualcosa di catastrofico prima, ovviamente.
    Ugo Busatti
    Fa molto male chi si disinteressa di quanto succede in Niger. E chi non guarda all'evolversi della situazione in Africa. Perché é lí che si gioca il nostro prossimo futuro. E di seguito spiego perché la penso in questo modo. 1 - Il golpe che ha rovesciato il presidente Mohamed Bazoum, mette in allarme UE ed USA. La Francia con le parole di Macron, ( "reagiremo con fermezza a chi mette in pericolo gli INTERESSI francesi in Niger") chiarisce in modo inequivocabile che l'Occidente continua nella sua politica di fare affari in giro per il mondo mettendo sul tavolo delle trattative una pistola pronta a sparare. Metodo decisamente mafioso, ma fino ad oggi efficace. 2 - La Russia, nano economico in Africa, cerca spazio sia per rispondere agli attacchi occidentali in atto con l'Ucraina, sia per mantenere una presenza sul territorio ormai in bilico. Le cifre: nel 2021 l’interscambio russo con l’Africa era 17,7 miliardi, per lo più concentrato su armi e grano. Per capire la modesta entità di queste cifre bisogna paragonarle all’interscambio tra l’Unione europea e l’Africa che è di 295 miliardi di dollari annui, a quello tra Cina e Africa a quota 254 miliardi, infine a quello degli Stati Uniti pari a 83,7 miliardi. E quindi Putin gioca sul tavolo del Risiko con la sua forza militare, e tende a "destabilizzare" il continente. Appoggiando il golpe del Niger, non solo tenta di mettere le mani sull'uranio del quale il Paese é ricchissimo, ma anche di allentare i freni della immigrazione verso occidente, che oggi il Paese contribuisce invece a frenare. 3 - Ma il gioco non riesce del tutto. E come si dice, tra i due litiganti, il terzo gode. Nel summit recente Russia-Africa a San Pietroburgo, si sono presentati solo 16 capi di Stato africani, cioè meno della metà rispetto ai 43 che parteciparono al primo vertice con questo formato che si tenne a Sochi nel 2019. E questo nonostante che la maggior parte dei Paesi africani non ci pensa nemmeno lontanamente di prendere posizione sulla guerra in Ucraina. L'Occidente ha dispiegato ogni mezzo diplomatico per spiegare le proprie ragioni, ma ovviamente gli africani non sono stupidi, e non cascano nella trappola. Se dunque voltano le spalle alla Russia ed all'Occidente, a chi sorrideranno? Manco a dirlo. A Cina, India, Turchia, Arabia Saudita. E le carte si rimescolano. Conclusione: la globalizzazione ha prodotto guai non solo contribuendo alle delocalizzazioni che hanno creato l'impoverimento della classe media occidentale e l'aumento dell'inquinamento dovuto ai trasporti navali e alle produzioni in Paesi che non hanno scrupoli ecologici, ma anche nel rimescolare le carte degli equilibri geopolitici che oggi presentano il conto. I conti sbagliati dell'Occidente, UE in testa, si stanno evidenziando in modo preoccupante. Non é la Russia il nemico da combattere economicamente. Anzi, come aveva intuito correttamente Trump ( anche se non si puó dire) doveva diventare partner favorito dell'occidente proprio per mantenere gli equilibri africani e rispondere alle politiche di insediamento cinesi ed economiche indiane nel continente. E invece ci stiamo liberando di un partner solido per le nostre necessitá energetiche e di altre materie prime ( compreso il grano russo, in sovrapproduzione che regala agli africani dato che non lo puó vendere), non guadagniamo punti in Africa, e consegniamo tutto nelle mani di un Oriente pronto a strangolarci quando ci risveglieremo da questo errore fatale. Ammesso che non succeda qualcosa di catastrofico prima, ovviamente. Ugo Busatti
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  • É un mondo decisamente strano. Chi mi segue sa che io sono contro le ideologie, che ritengo divisive e non costruttive di un mondo migliore. Quindi per me destra e sinistra sono solo costruzioni mentali e club di appartenenza, che supportano e difendono lo stesso Sistema ormai chiaramente dannoso per l'umanitá intera.
    Ma detto questo mi chiedo come possa la sinistra sentire questa superioritá morale nei confronti della destra quando ha fatto altrettanti, e forse peggiori, crimini contro l'umanitá. Con tutto il rispetto dovuto alla tragedia dell'olocausto, sembra che i 70 milioni di morti di Mao, non contino nulla. Per non parlare della Russia comunista, non quella di oggi che é tutt'altra cosa. Eppure, nonostante le terribili conferme di totale negazione dei diritti umani che la sinistra al potere ha dato, ancora oggi si continua a ritenere che i buoni stanno a sinistra, mentre i cattivi a destra.

    Ma é di questo che la politica ha bisogno per confermare il proprio potere, in ossequio al vecchio detto latino ( grandi saggi) "divide et impera". Tutti a parlare di Zaki, che ha dato uno schiaffo agli italiani rifiutando un volo di STATO, non di governo, e pochi a considerare che l'errore maggiore é stato fatto dai vertici dell'universitá di Bologna, che hanno dato pessima prova di civile convivenza.

    Tutti a dare visibilitá ( errore della stampa, che dovrebbe ignorarli) al movimento dei giovani talebani del clima, che non solo non hanno capito nulla, ma irritano e rendono ancora piú difficile la vita giá molto difficile a chi, al contrario loro, lavora. Se LORO ( i giovani) avessero capito veramente, dovrebbero non bloccare le autostrade senza un motivo reale, ma dovrebbero bloccare il Paese intero, perché sta distruggendo il LORO futuro.

    Dovrebbero bloccarlo perché manda armi in Ucraina e fomenta una guerra che saranno LORO a combattere ed a morire. Perché in nome della "transizione ecologica" stanno indebitandosi in europa e non solo, per far fare soldi ai soliti grandi industriali ed ai manager di Stato, che si riempiono la bocca del PIL che cresce grazie ai soldi presi in prestito, che LORO dovranno restituire. Perché esistono cinque milioni di poveri assoluti e dodici milioni ormai quasi in povertá, tre milioni e mezzo di immigrati che non sanno cosa fare e ciondolano per le strade a nostre spese, ( o peggio) e perché il nostro sistema scolastico é sparito dalle classifiche mondiali.

    Viva la sinistra, abbasso la destra, ( o il contrario) e dividiamoci ancora di piú. Sporchiamo i monumenti, blocchiamo le autostrade, e protestiamo contro una cosa che non cambierá mai, se non si interviene sul Sistema nel suo insieme. E spetterebbe ai giovani farlo. Ma cosa possiamo aspettarci da gente che ha come modelli ha una Greta o un Zaki?
    É un mondo decisamente strano. Chi mi segue sa che io sono contro le ideologie, che ritengo divisive e non costruttive di un mondo migliore. Quindi per me destra e sinistra sono solo costruzioni mentali e club di appartenenza, che supportano e difendono lo stesso Sistema ormai chiaramente dannoso per l'umanitá intera. Ma detto questo mi chiedo come possa la sinistra sentire questa superioritá morale nei confronti della destra quando ha fatto altrettanti, e forse peggiori, crimini contro l'umanitá. Con tutto il rispetto dovuto alla tragedia dell'olocausto, sembra che i 70 milioni di morti di Mao, non contino nulla. Per non parlare della Russia comunista, non quella di oggi che é tutt'altra cosa. Eppure, nonostante le terribili conferme di totale negazione dei diritti umani che la sinistra al potere ha dato, ancora oggi si continua a ritenere che i buoni stanno a sinistra, mentre i cattivi a destra. Ma é di questo che la politica ha bisogno per confermare il proprio potere, in ossequio al vecchio detto latino ( grandi saggi) "divide et impera". Tutti a parlare di Zaki, che ha dato uno schiaffo agli italiani rifiutando un volo di STATO, non di governo, e pochi a considerare che l'errore maggiore é stato fatto dai vertici dell'universitá di Bologna, che hanno dato pessima prova di civile convivenza. Tutti a dare visibilitá ( errore della stampa, che dovrebbe ignorarli) al movimento dei giovani talebani del clima, che non solo non hanno capito nulla, ma irritano e rendono ancora piú difficile la vita giá molto difficile a chi, al contrario loro, lavora. Se LORO ( i giovani) avessero capito veramente, dovrebbero non bloccare le autostrade senza un motivo reale, ma dovrebbero bloccare il Paese intero, perché sta distruggendo il LORO futuro. Dovrebbero bloccarlo perché manda armi in Ucraina e fomenta una guerra che saranno LORO a combattere ed a morire. Perché in nome della "transizione ecologica" stanno indebitandosi in europa e non solo, per far fare soldi ai soliti grandi industriali ed ai manager di Stato, che si riempiono la bocca del PIL che cresce grazie ai soldi presi in prestito, che LORO dovranno restituire. Perché esistono cinque milioni di poveri assoluti e dodici milioni ormai quasi in povertá, tre milioni e mezzo di immigrati che non sanno cosa fare e ciondolano per le strade a nostre spese, ( o peggio) e perché il nostro sistema scolastico é sparito dalle classifiche mondiali. Viva la sinistra, abbasso la destra, ( o il contrario) e dividiamoci ancora di piú. Sporchiamo i monumenti, blocchiamo le autostrade, e protestiamo contro una cosa che non cambierá mai, se non si interviene sul Sistema nel suo insieme. E spetterebbe ai giovani farlo. Ma cosa possiamo aspettarci da gente che ha come modelli ha una Greta o un Zaki?
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  • 2,1 figli per donna rappresenta il tasso di fecondità a cui si dovrebbe salire entro il 2070 (dall’attuale 1,24) per riuscire a rimodulare il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, senza aumentare l’immigrazione.
    Questo é quanto emerge per l’Italia nell’Ageing Report 2021 pubblicato dalla Commissione europea e prodotto dall’Ageing Working Group (AWG) dell’Economic Policy Committee (un comitato che comprende tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Unione europea). Uno scenario per altro sostanzialmente simile a quello presentato nel Def, il documento di finanza pubblica che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo.

    Interessante vedere come per lo Stato fare figli non rappresenti un indice di benessere della popolazione che desidera, come si dice, mettere su famiglia. No, si deve spingere alla filiazione perché altrimenti tra qualche anno sará ancora piú difficile pagare le pensioni.

    Non entro nel dettaglio delle cifre, del tutto ininfluenti dato che sono proiezioni basate su parametri talmente ipotetici che é come dare i numeri al lotto. Mi interessa invece il concetto politico alla base.

    Da un lato esiste una chiara spinta alla immigrazione, e dall'altro una riduzione di volontá di fare figli. Dato che si parla di esseri umani, che corrispondono ciascuno ad una "unitá", politicamente con il tentativo di respingere l'immigrazione, assistiamo ad un razzismo di Stato. Bianco si, negro no.

    Se poi mi si dice che la "qualitá" degli immigrati é culturalmente bassa, questo é un altro tema, facilmente risolvibile con politiche immigratorie programmate, con scuole e corsi di formazione organizzati sui territori dai quali l'immigrazione spinge, cosa peraltro che sta giá accadendo anche se ancora con numeri risibili.

    L'intera materia é contraddittoria. Non hanno ancora capito che le pensioni non potranno essere pagate da chi lavora a chi non lavora. Per mantenere sostenibile questo sistema, si dovranno ridurre gli assegni in modo drastico. E non hanno capito che nessuno stato al mondo, tra quelli sviluppati, avrá un tasso di natalitá di 2,1 per donna, unica cifra prevedibile in modo concreto. Per fortuna aggiungo io, dato che siamo giá troppi al mondo e ogni individuo nuovo é destinato ad aumentare i consumi e l'inquinamento conseguente.

    Dobbiamo adattarci a quello che é. Fare figli costa, e serve anche la voglia che spesso deriva da una situazione lavorativa e sentimentale stabile. Traguardi difficili oggi da raggiungere. Dunque le "politiche per la famiglia" lasciatele perdere. Pensate invece a come risolvere il problema con ció che abbiamo e non quello che ci piacerebbe, ovvero tanti bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, invece che neri.

    Ecco un chiaro esempio dove la politica fallisce miseramente, non solo per il presente impossibile, ma anche e soprattutto per la pianificazione del futuro. Vanno nella direzione sbagliata.
    2,1 figli per donna rappresenta il tasso di fecondità a cui si dovrebbe salire entro il 2070 (dall’attuale 1,24) per riuscire a rimodulare il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, senza aumentare l’immigrazione. Questo é quanto emerge per l’Italia nell’Ageing Report 2021 pubblicato dalla Commissione europea e prodotto dall’Ageing Working Group (AWG) dell’Economic Policy Committee (un comitato che comprende tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Unione europea). Uno scenario per altro sostanzialmente simile a quello presentato nel Def, il documento di finanza pubblica che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo. Interessante vedere come per lo Stato fare figli non rappresenti un indice di benessere della popolazione che desidera, come si dice, mettere su famiglia. No, si deve spingere alla filiazione perché altrimenti tra qualche anno sará ancora piú difficile pagare le pensioni. Non entro nel dettaglio delle cifre, del tutto ininfluenti dato che sono proiezioni basate su parametri talmente ipotetici che é come dare i numeri al lotto. Mi interessa invece il concetto politico alla base. Da un lato esiste una chiara spinta alla immigrazione, e dall'altro una riduzione di volontá di fare figli. Dato che si parla di esseri umani, che corrispondono ciascuno ad una "unitá", politicamente con il tentativo di respingere l'immigrazione, assistiamo ad un razzismo di Stato. Bianco si, negro no. Se poi mi si dice che la "qualitá" degli immigrati é culturalmente bassa, questo é un altro tema, facilmente risolvibile con politiche immigratorie programmate, con scuole e corsi di formazione organizzati sui territori dai quali l'immigrazione spinge, cosa peraltro che sta giá accadendo anche se ancora con numeri risibili. L'intera materia é contraddittoria. Non hanno ancora capito che le pensioni non potranno essere pagate da chi lavora a chi non lavora. Per mantenere sostenibile questo sistema, si dovranno ridurre gli assegni in modo drastico. E non hanno capito che nessuno stato al mondo, tra quelli sviluppati, avrá un tasso di natalitá di 2,1 per donna, unica cifra prevedibile in modo concreto. Per fortuna aggiungo io, dato che siamo giá troppi al mondo e ogni individuo nuovo é destinato ad aumentare i consumi e l'inquinamento conseguente. Dobbiamo adattarci a quello che é. Fare figli costa, e serve anche la voglia che spesso deriva da una situazione lavorativa e sentimentale stabile. Traguardi difficili oggi da raggiungere. Dunque le "politiche per la famiglia" lasciatele perdere. Pensate invece a come risolvere il problema con ció che abbiamo e non quello che ci piacerebbe, ovvero tanti bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, invece che neri. Ecco un chiaro esempio dove la politica fallisce miseramente, non solo per il presente impossibile, ma anche e soprattutto per la pianificazione del futuro. Vanno nella direzione sbagliata.
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  • Si è svolro oggi al Parlamento Europeo di Bruxelles iln
    seminario “Tender Europei: una grande opportunità per l’internazionalizzazione delle organizzazioni italiane” organizzata dalla Camera di Commercio Belgo-Italiana, in collaborazione con il socio Europartners che si terrà questo mercoledì 28 giugno 2023 dalle 11.00 alle 13.00 in Parlamento presso la sala JAN 6Q1*.
    In questa occasione saranno presentate le opportunità derivanti dai Tender europei per le Aziende Italiane e si presenterà il nuovo servizio “Tenderblade per la Camera di Commercio Belgo Italiana” che permetterà alle aziende e realtà Italiane di poter comprendere e utilizzare gli appalti pubblici Europei.
    il seminario sarà trasmesso anche in diretta streaming. Il link per accedere al webinar è il seguente :



    [a]https%3A%2F%2Fwww.europarl.europa.eu%2Fstreaming%2F%3Fevent%3D20230628-1100-SPECIAL-OTHER[/a]



    PROGRAMMA



    10.30 Accoglienza

    11.00 Apertura : "L'importanza dei tender per l'internazionalizazzione delle PMI italiane"

    On. Marco Campomenosi - On. Paolo De Castro - On. Carlo Fidanza

    11.45 Presentazione della Camera Commercio Belgo Italiana

    Giorgio De Bin, Segretario Generale della Camera di Commercio Belgo-Italiana

    12.15 Presentazione del servizio di consulenza TENDERBLADE

    Olivier La Rocca, CEO Europartners

    12.45 Presentazione di casi di successo:

    Phersei - [a]www.phersei.com[/a] - IDEA - [a]www.idea-on-line.it[/a]



    INFO PRATICHE



    QUANDO: mercoledì 28 giugno 2023 alle 10.30

    ON-LINE: [a]https%3A%2F%2Fwww.europarl.europa.eu%2Fstreaming%2F%3Fevent%3D20230628-1100-SPECIAL-OTHER[/a]

    IN PRESENZA : Parlamento europeo sala JAN 6Q1*

    *Attenzione, visto il grande numero di iscritti, l’evento non si svolge più nella sala ASP 6F386 come indicato nell’invito ma presso la sala JAN 6Q1.



    Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni.



    Cordiali saluti,



    Camera di Commercio Belgo-Italiana

    Avenue Henri Jaspar 113 - 1060 Bruxelles

    +32 2 230 27 30
    Si è svolro oggi al Parlamento Europeo di Bruxelles iln seminario “Tender Europei: una grande opportunità per l’internazionalizzazione delle organizzazioni italiane” organizzata dalla Camera di Commercio Belgo-Italiana, in collaborazione con il socio Europartners che si terrà questo mercoledì 28 giugno 2023 dalle 11.00 alle 13.00 in Parlamento presso la sala JAN 6Q1*. In questa occasione saranno presentate le opportunità derivanti dai Tender europei per le Aziende Italiane e si presenterà il nuovo servizio “Tenderblade per la Camera di Commercio Belgo Italiana” che permetterà alle aziende e realtà Italiane di poter comprendere e utilizzare gli appalti pubblici Europei. il seminario sarà trasmesso anche in diretta streaming. Il link per accedere al webinar è il seguente : [a]https%3A%2F%2Fwww.europarl.europa.eu%2Fstreaming%2F%3Fevent%3D20230628-1100-SPECIAL-OTHER[/a] PROGRAMMA 10.30 Accoglienza 11.00 Apertura : "L'importanza dei tender per l'internazionalizazzione delle PMI italiane" On. Marco Campomenosi - On. Paolo De Castro - On. Carlo Fidanza 11.45 Presentazione della Camera Commercio Belgo Italiana Giorgio De Bin, Segretario Generale della Camera di Commercio Belgo-Italiana 12.15 Presentazione del servizio di consulenza TENDERBLADE Olivier La Rocca, CEO Europartners 12.45 Presentazione di casi di successo: Phersei - [a]www.phersei.com[/a] - IDEA - [a]www.idea-on-line.it[/a] INFO PRATICHE QUANDO: mercoledì 28 giugno 2023 alle 10.30 ON-LINE: [a]https%3A%2F%2Fwww.europarl.europa.eu%2Fstreaming%2F%3Fevent%3D20230628-1100-SPECIAL-OTHER[/a] IN PRESENZA : Parlamento europeo sala JAN 6Q1* *Attenzione, visto il grande numero di iscritti, l’evento non si svolge più nella sala ASP 6F386 come indicato nell’invito ma presso la sala JAN 6Q1. Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni. Cordiali saluti, Camera di Commercio Belgo-Italiana Avenue Henri Jaspar 113 - 1060 Bruxelles +32 2 230 27 30
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  • Carissime amiche e amici, appuntamento da non perdere venerdì 28 aprile nella splendida cornice della Università degli Studi dell'Insubria di Como, con Franco de Flumeri, Giovanna Menzaghi, Fausto Faggioli, #[181] e una meravigliosa platea di studenti per affrontare il tema delle nuove competenze e figure Imprenditoriali quali il #[182] in un contesto sempre più attuale di #[18] e #ComunitàEnergeticheRinnovabili nella società Multiculturale. Affrontare questi temi con un pubblico di studenti che sempre più dovranno fare scelte lavorative innovative importanti e trasmettere quella consapevolezza che serve avere competenza e formazione è uno degli obiettivi importanti e strategici che Smart Cities Italy e Rete Albatros si prefiggono nella loro mission al fine di raggiungere gli obiettivi di miglioramento di qualità della vita per l’uomo e per l’ambiente che ci circonda.
    Carissime amiche e amici, appuntamento da non perdere venerdì 28 aprile nella splendida cornice della Università degli Studi dell'Insubria di Como, con Franco de Flumeri, Giovanna Menzaghi, Fausto Faggioli, #[181] e una meravigliosa platea di studenti per affrontare il tema delle nuove competenze e figure Imprenditoriali quali il #[182] in un contesto sempre più attuale di #[18] e #ComunitàEnergeticheRinnovabili nella società Multiculturale. Affrontare questi temi con un pubblico di studenti che sempre più dovranno fare scelte lavorative innovative importanti e trasmettere quella consapevolezza che serve avere competenza e formazione è uno degli obiettivi importanti e strategici che Smart Cities Italy e Rete Albatros si prefiggono nella loro mission al fine di raggiungere gli obiettivi di miglioramento di qualità della vita per l’uomo e per l’ambiente che ci circonda.
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  • [a]https%3A%2F%2Fsocial.alfassa.org%2Fread-blog%2F64_acqua-sostenibilita-ambientale.html[/a]
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    ACQUA - Sostenibilità Ambientale
    ACQUA: Conservare ed utilizzare in modo sostenibile gli oceani e dei mari, promuovere l’uso razionale e sostenibile delle risorse idriche ed aumentare la capacità di ricarica delle falde, migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e la capacità d
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  • La maggior parte dei MURI che dividono i Paesi è stata costruita soprattutto nel 2005 e nel 2015, quando ne vennero eretti 14 sparsi tra Francia e Gran Bretagna, in Norvegia, Svezia, Austria, Ungheria, Polonia, Slovenia, Grecia, Bulgaria e Macedonia. E parliamo solo di Europa. Il continente con il maggior numero di muri è l’Asia, con il 56% del totale, seguita da Europa (26%) e dall’Africa (16%). A vincere il premio del Paese con più muri in assoluto, ovviamente, è Israele, che ne ha 6.

    Ma oltre questi muri fisici, esistono i muri commerciali, che definiscono un concetto diverso: protezionismo.

    In teoria sarebbe il contrario di globalizzazione, il modello economico neo-schiavista che ha prevalso negli scorsi decenni. Produrre a poco costo altrove e vendere ad alto costo in casa. Ma in questo modo, i grandi economisti e politici, non avevano pensato che si sarebbe prodotto un "impoverimento" in casa propria, dovuto alla disoccupazione crescente. É vero che la disoccupazione aiuta le imprese a mantenere bassi i salari ( se vuoi lavorare devi accettare queste condizioni) ma é anche vero che il mercato si restringe e si vendono meno prodotti, i PIL si riducono, e con essi il prelievo fiscale.

    Ma ecco arrivare una cometa che purtroppo per lui si é presentato con una arroganza ed un aspetto fisico fastidioso alle masse, che ha peró introdotto un cambiamento importante: " american first" che vuol dire: si deve tornare a produrre in casa per ricreare ricchezza interna. Loro hanno materie prime, primi al mondo per gas, petrolio, e per esempio, miniere pari al 6% mondiale del tungsteno (leghe per aerei e missili), all’8% del silicio (microprocessori), al 24% del borato (vetro e magneti), all’88% del berillio (apparecchiature elettroniche, industria aerospaziale), al 10% della fosforite (concimi). Quindi possono permetterselo.

    Ma noi in Europa? Non siamo altrettanto ricchi, soprattutto dopo che abbiamo intrapreso la strada della distruzione dei rapporti commerciali con il nostro fornitore "naturale" di materie prime. La Russia. L'Europa continua a dipendere fortemente dalle importazioni di materie prime critiche (i cosiddetti critical raw materials), tra cui, ad esempio, silicio, rame, terre rare, nichel, cobalto, grafite, manganese ed elementi del gruppo del platino. Il tutto è inoltre complicato dal fatto che alcune parti della catena del valore sono altamente concentrate, spesso in Cina.

    E quindi quale é la "giusta" risposta politica da dare? Come al solito i nostri politici vedono lontano. Alzare i Muri: Infatti, il 10 marzo, a seguito dell’incontro della Task Force UE-USA sull'Inflation Reduction Act, Washington e Bruxelles hanno annunciato di volere cooperare sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e delle batterie. Il Consiglio Europeo ha presentato, questo 16 marzo, la legge sulle materie prime critiche - Critical Raw Materials Act (CRMA), tassello fondamentale per definire il ruolo dell’UE nella produzione di batterie per la transizione energetica.

    Entro il 2030 ( sempre questo onnipresente 2030), l’UE dovrà raggiungere i seguenti quattro obiettivi. Durante la fase di estrazione, almeno il 10% del consumo dovrà essere domestico; durante la fase di lavorazione, almeno il 40%; durante il riciclo, almeno il 15%. Infine, la quota di ogni materia prima strategica proveniente da un paese terzo non potrà eccedere il 65%.

    Questo si chiama "protezionismo". Questo significa andare incontro a rincari strepitosi delle materie prime. Questo significa erigere un Muro che comporterá la necessaria Difesa armata delle conseguenti aree di competenza.

    Per chi non vuole vedere le ragioni vere che sono dietro a questa "guerra per commissione" che stiamo facendo alla Russia, provi a fare qualche riflessione alla luce di questi dati.

    L'Occidente vuole fare una prova di forza con le aree emergenti, e vuole erigere Muri non solo fisici, ma anche economici e culturali.

    Vedremo come andrá a finire.
    Ugo Busatti
    La maggior parte dei MURI che dividono i Paesi è stata costruita soprattutto nel 2005 e nel 2015, quando ne vennero eretti 14 sparsi tra Francia e Gran Bretagna, in Norvegia, Svezia, Austria, Ungheria, Polonia, Slovenia, Grecia, Bulgaria e Macedonia. E parliamo solo di Europa. Il continente con il maggior numero di muri è l’Asia, con il 56% del totale, seguita da Europa (26%) e dall’Africa (16%). A vincere il premio del Paese con più muri in assoluto, ovviamente, è Israele, che ne ha 6. Ma oltre questi muri fisici, esistono i muri commerciali, che definiscono un concetto diverso: protezionismo. In teoria sarebbe il contrario di globalizzazione, il modello economico neo-schiavista che ha prevalso negli scorsi decenni. Produrre a poco costo altrove e vendere ad alto costo in casa. Ma in questo modo, i grandi economisti e politici, non avevano pensato che si sarebbe prodotto un "impoverimento" in casa propria, dovuto alla disoccupazione crescente. É vero che la disoccupazione aiuta le imprese a mantenere bassi i salari ( se vuoi lavorare devi accettare queste condizioni) ma é anche vero che il mercato si restringe e si vendono meno prodotti, i PIL si riducono, e con essi il prelievo fiscale. Ma ecco arrivare una cometa che purtroppo per lui si é presentato con una arroganza ed un aspetto fisico fastidioso alle masse, che ha peró introdotto un cambiamento importante: " american first" che vuol dire: si deve tornare a produrre in casa per ricreare ricchezza interna. Loro hanno materie prime, primi al mondo per gas, petrolio, e per esempio, miniere pari al 6% mondiale del tungsteno (leghe per aerei e missili), all’8% del silicio (microprocessori), al 24% del borato (vetro e magneti), all’88% del berillio (apparecchiature elettroniche, industria aerospaziale), al 10% della fosforite (concimi). Quindi possono permetterselo. Ma noi in Europa? Non siamo altrettanto ricchi, soprattutto dopo che abbiamo intrapreso la strada della distruzione dei rapporti commerciali con il nostro fornitore "naturale" di materie prime. La Russia. L'Europa continua a dipendere fortemente dalle importazioni di materie prime critiche (i cosiddetti critical raw materials), tra cui, ad esempio, silicio, rame, terre rare, nichel, cobalto, grafite, manganese ed elementi del gruppo del platino. Il tutto è inoltre complicato dal fatto che alcune parti della catena del valore sono altamente concentrate, spesso in Cina. E quindi quale é la "giusta" risposta politica da dare? Come al solito i nostri politici vedono lontano. Alzare i Muri: Infatti, il 10 marzo, a seguito dell’incontro della Task Force UE-USA sull'Inflation Reduction Act, Washington e Bruxelles hanno annunciato di volere cooperare sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e delle batterie. Il Consiglio Europeo ha presentato, questo 16 marzo, la legge sulle materie prime critiche - Critical Raw Materials Act (CRMA), tassello fondamentale per definire il ruolo dell’UE nella produzione di batterie per la transizione energetica. Entro il 2030 ( sempre questo onnipresente 2030), l’UE dovrà raggiungere i seguenti quattro obiettivi. Durante la fase di estrazione, almeno il 10% del consumo dovrà essere domestico; durante la fase di lavorazione, almeno il 40%; durante il riciclo, almeno il 15%. Infine, la quota di ogni materia prima strategica proveniente da un paese terzo non potrà eccedere il 65%. Questo si chiama "protezionismo". Questo significa andare incontro a rincari strepitosi delle materie prime. Questo significa erigere un Muro che comporterá la necessaria Difesa armata delle conseguenti aree di competenza. Per chi non vuole vedere le ragioni vere che sono dietro a questa "guerra per commissione" che stiamo facendo alla Russia, provi a fare qualche riflessione alla luce di questi dati. L'Occidente vuole fare una prova di forza con le aree emergenti, e vuole erigere Muri non solo fisici, ma anche economici e culturali. Vedremo come andrá a finire. Ugo Busatti
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