2,1 figli per donna rappresenta il tasso di fecondità a cui si dovrebbe salire entro il 2070 (dall’attuale 1,24) per riuscire a rimodulare il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, senza aumentare l’immigrazione.
Questo é quanto emerge per l’Italia nell’Ageing Report 2021 pubblicato dalla Commissione europea e prodotto dall’Ageing Working Group (AWG) dell’Economic Policy Committee (un comitato che comprende tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Unione europea). Uno scenario per altro sostanzialmente simile a quello presentato nel Def, il documento di finanza pubblica che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo.

Interessante vedere come per lo Stato fare figli non rappresenti un indice di benessere della popolazione che desidera, come si dice, mettere su famiglia. No, si deve spingere alla filiazione perché altrimenti tra qualche anno sará ancora piú difficile pagare le pensioni.

Non entro nel dettaglio delle cifre, del tutto ininfluenti dato che sono proiezioni basate su parametri talmente ipotetici che é come dare i numeri al lotto. Mi interessa invece il concetto politico alla base.

Da un lato esiste una chiara spinta alla immigrazione, e dall'altro una riduzione di volontá di fare figli. Dato che si parla di esseri umani, che corrispondono ciascuno ad una "unitá", politicamente con il tentativo di respingere l'immigrazione, assistiamo ad un razzismo di Stato. Bianco si, negro no.

Se poi mi si dice che la "qualitá" degli immigrati é culturalmente bassa, questo é un altro tema, facilmente risolvibile con politiche immigratorie programmate, con scuole e corsi di formazione organizzati sui territori dai quali l'immigrazione spinge, cosa peraltro che sta giá accadendo anche se ancora con numeri risibili.

L'intera materia é contraddittoria. Non hanno ancora capito che le pensioni non potranno essere pagate da chi lavora a chi non lavora. Per mantenere sostenibile questo sistema, si dovranno ridurre gli assegni in modo drastico. E non hanno capito che nessuno stato al mondo, tra quelli sviluppati, avrá un tasso di natalitá di 2,1 per donna, unica cifra prevedibile in modo concreto. Per fortuna aggiungo io, dato che siamo giá troppi al mondo e ogni individuo nuovo é destinato ad aumentare i consumi e l'inquinamento conseguente.

Dobbiamo adattarci a quello che é. Fare figli costa, e serve anche la voglia che spesso deriva da una situazione lavorativa e sentimentale stabile. Traguardi difficili oggi da raggiungere. Dunque le "politiche per la famiglia" lasciatele perdere. Pensate invece a come risolvere il problema con ció che abbiamo e non quello che ci piacerebbe, ovvero tanti bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, invece che neri.

Ecco un chiaro esempio dove la politica fallisce miseramente, non solo per il presente impossibile, ma anche e soprattutto per la pianificazione del futuro. Vanno nella direzione sbagliata.
2,1 figli per donna rappresenta il tasso di fecondità a cui si dovrebbe salire entro il 2070 (dall’attuale 1,24) per riuscire a rimodulare il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, senza aumentare l’immigrazione. Questo é quanto emerge per l’Italia nell’Ageing Report 2021 pubblicato dalla Commissione europea e prodotto dall’Ageing Working Group (AWG) dell’Economic Policy Committee (un comitato che comprende tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Unione europea). Uno scenario per altro sostanzialmente simile a quello presentato nel Def, il documento di finanza pubblica che contiene le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo. Interessante vedere come per lo Stato fare figli non rappresenti un indice di benessere della popolazione che desidera, come si dice, mettere su famiglia. No, si deve spingere alla filiazione perché altrimenti tra qualche anno sará ancora piú difficile pagare le pensioni. Non entro nel dettaglio delle cifre, del tutto ininfluenti dato che sono proiezioni basate su parametri talmente ipotetici che é come dare i numeri al lotto. Mi interessa invece il concetto politico alla base. Da un lato esiste una chiara spinta alla immigrazione, e dall'altro una riduzione di volontá di fare figli. Dato che si parla di esseri umani, che corrispondono ciascuno ad una "unitá", politicamente con il tentativo di respingere l'immigrazione, assistiamo ad un razzismo di Stato. Bianco si, negro no. Se poi mi si dice che la "qualitá" degli immigrati é culturalmente bassa, questo é un altro tema, facilmente risolvibile con politiche immigratorie programmate, con scuole e corsi di formazione organizzati sui territori dai quali l'immigrazione spinge, cosa peraltro che sta giá accadendo anche se ancora con numeri risibili. L'intera materia é contraddittoria. Non hanno ancora capito che le pensioni non potranno essere pagate da chi lavora a chi non lavora. Per mantenere sostenibile questo sistema, si dovranno ridurre gli assegni in modo drastico. E non hanno capito che nessuno stato al mondo, tra quelli sviluppati, avrá un tasso di natalitá di 2,1 per donna, unica cifra prevedibile in modo concreto. Per fortuna aggiungo io, dato che siamo giá troppi al mondo e ogni individuo nuovo é destinato ad aumentare i consumi e l'inquinamento conseguente. Dobbiamo adattarci a quello che é. Fare figli costa, e serve anche la voglia che spesso deriva da una situazione lavorativa e sentimentale stabile. Traguardi difficili oggi da raggiungere. Dunque le "politiche per la famiglia" lasciatele perdere. Pensate invece a come risolvere il problema con ció che abbiamo e non quello che ci piacerebbe, ovvero tanti bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, invece che neri. Ecco un chiaro esempio dove la politica fallisce miseramente, non solo per il presente impossibile, ma anche e soprattutto per la pianificazione del futuro. Vanno nella direzione sbagliata.
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