Quanto succede nel mondo oggi é molto grave. Ma paradossalmente, non so perché voluto, o per caso, le cose si stanno rimettendo nella giusta prospettiva, o quasi. Sempre per voler guardare dall'alto del nostro satellite che ci fa vedere la foresta e non l'albero.

Cominciamo con i "mercati" che secondo il mantra moderno "hanno sempre ragione". Goldman Sachs dice che ce la faremo a superare l’inverno al caldo e senza troppi danni alla struttura industriale, le pressioni di Cina ed India sulla Russia per trovare una definizione del conflitto Ucraino crescono, i consumatori USA continuano a spingere e tanto altro ancora. Sembrerebbe che si cominci a intravedere un lumicino in fondo al tunnel. E i mercati che fanno? Nulla, sembra che abbiano digerito la situazione, non si spaventano piú di niente, e questo é un "buon segno".

La Internationale Funkausstellung di Berlino, parla di un crollo del 7% delle vendite di elettrodomestici ed elettronica di consumo in Europa (poco di meno a livello globale) per i primi sei mesi dell’anno rispetto al 2021 con una preoccupante tendenza al peggioramento nel bimestre maggio-giugno. Che ce ne importa a noi degli elettrodomestici, direte voi? A parte che ci costerá come al solito miliardi di cassa integrazione ( il perverso meccanismo che carica sulle nostre spalle le perdite vere o presunte degli industriali) come chiaro dalle richieste di Electrolux e Whirlpool, il grande danneggiato sará la Polonia, che ha ben 35 stabilimenti che producono elettrodomestici. “Siamo al 13° mese di andamento negativo – dichiara Wojciech Konecki, direttore generale di Applia Polska- a causa di una generale crisi della domanda e alla carenza di componenti. Risentiamo pesantemente anche del fatto che la Russia e i paesi alleati erano uno dei maggiori destinatari della nostra produzione. Una situazione decisamente drammatica per alcuni siti produttivi. E questo perché il 90% di ciò che esce dalle nostre 35 fabbriche di elettrodomestici viene esportato. Siamo infatti diventati il primo esportatore di elettrodomestici in Europa”
Perché in Polonia? Che non ci sono in pratica marchi propri? Per il solito motivo: stipendi bassi. Lo stesso motivo per coloro che sono andati in Cina a produrre.

Il fenomeno che si sta diffondendo ormai a macchia d'olio, ha il solito nome inglese: RESHORING. Guardatela bene questa parola, perché sará l'inizio di un cambiamento che avevo giá annunciato qualche anno fa, prima di Covid e guerre varie, perché necessario.
Le societá produttrici tornano a casa. Il costo degli approvvigionamenti, e della distribuzione dei prodotti finiti sta diventando eccessivo, e gli stipendi aumentano anche dove sono piú bassi che da noi. Il tutto é legato all'aumento dei costi energetici che influenzano i trasporti e con essi il costo finale delle merci.

Come sostenevo giá anni fa, questo modello basato sulla globalizzazione selvaggia, non premia piú. Il Mondo sta andando sempre di piú verso la valorizzazione della tecnologia e del design, che sono i due elementi veramente decisivi per fare la differenza tra i prodotti. Ormai chiunque puó produrre tutto ovunque. E ormai il modello di multinazionale sta prendendo il sopravvento. Ma mentre fino a ieri questo significava andare in giro per il Mondo a sfruttare i paesi poveri e ritrasportare le produzioni da noi, creando inquinamento con le supernavi, e disoccupazione diffusa, oggi si tende a riportare tutto a casa, anche le produzioni, ed andare nei Paesi prima sfruttati, per produrre per le popolazioni locali che lentamente stanno cominciando a diventare consumatrici.

La direzione giusta dunque é produrre localmente, valorizzare le tecnologie ed il design, creare una base infrastrutturale nel Paesi meno sviluppati tale da consentire la diffusione locale delle merci prodotte. Insomma, la guerra da vincere é abbattere la povertá e far si che il Mondo, grazie alla tecnologia, possa produrre sempre di piú con un impatto ambientale meno invasivo, e con lo scopo di redistribuire la ricchezza.

Perché chi sta bene economicamente, non solo non cerca piú di emigrare, ma crea a sua volta ricchezza per il Sistema.

Stiamo forse assistendo a questo "assestamento" che ovviamente necessita di shock per poter prendere forma?
Quanto succede nel mondo oggi é molto grave. Ma paradossalmente, non so perché voluto, o per caso, le cose si stanno rimettendo nella giusta prospettiva, o quasi. Sempre per voler guardare dall'alto del nostro satellite che ci fa vedere la foresta e non l'albero. Cominciamo con i "mercati" che secondo il mantra moderno "hanno sempre ragione". Goldman Sachs dice che ce la faremo a superare l’inverno al caldo e senza troppi danni alla struttura industriale, le pressioni di Cina ed India sulla Russia per trovare una definizione del conflitto Ucraino crescono, i consumatori USA continuano a spingere e tanto altro ancora. Sembrerebbe che si cominci a intravedere un lumicino in fondo al tunnel. E i mercati che fanno? Nulla, sembra che abbiano digerito la situazione, non si spaventano piú di niente, e questo é un "buon segno". La Internationale Funkausstellung di Berlino, parla di un crollo del 7% delle vendite di elettrodomestici ed elettronica di consumo in Europa (poco di meno a livello globale) per i primi sei mesi dell’anno rispetto al 2021 con una preoccupante tendenza al peggioramento nel bimestre maggio-giugno. Che ce ne importa a noi degli elettrodomestici, direte voi? A parte che ci costerá come al solito miliardi di cassa integrazione ( il perverso meccanismo che carica sulle nostre spalle le perdite vere o presunte degli industriali) come chiaro dalle richieste di Electrolux e Whirlpool, il grande danneggiato sará la Polonia, che ha ben 35 stabilimenti che producono elettrodomestici. “Siamo al 13° mese di andamento negativo – dichiara Wojciech Konecki, direttore generale di Applia Polska- a causa di una generale crisi della domanda e alla carenza di componenti. Risentiamo pesantemente anche del fatto che la Russia e i paesi alleati erano uno dei maggiori destinatari della nostra produzione. Una situazione decisamente drammatica per alcuni siti produttivi. E questo perché il 90% di ciò che esce dalle nostre 35 fabbriche di elettrodomestici viene esportato. Siamo infatti diventati il primo esportatore di elettrodomestici in Europa” Perché in Polonia? Che non ci sono in pratica marchi propri? Per il solito motivo: stipendi bassi. Lo stesso motivo per coloro che sono andati in Cina a produrre. Il fenomeno che si sta diffondendo ormai a macchia d'olio, ha il solito nome inglese: RESHORING. Guardatela bene questa parola, perché sará l'inizio di un cambiamento che avevo giá annunciato qualche anno fa, prima di Covid e guerre varie, perché necessario. Le societá produttrici tornano a casa. Il costo degli approvvigionamenti, e della distribuzione dei prodotti finiti sta diventando eccessivo, e gli stipendi aumentano anche dove sono piú bassi che da noi. Il tutto é legato all'aumento dei costi energetici che influenzano i trasporti e con essi il costo finale delle merci. Come sostenevo giá anni fa, questo modello basato sulla globalizzazione selvaggia, non premia piú. Il Mondo sta andando sempre di piú verso la valorizzazione della tecnologia e del design, che sono i due elementi veramente decisivi per fare la differenza tra i prodotti. Ormai chiunque puó produrre tutto ovunque. E ormai il modello di multinazionale sta prendendo il sopravvento. Ma mentre fino a ieri questo significava andare in giro per il Mondo a sfruttare i paesi poveri e ritrasportare le produzioni da noi, creando inquinamento con le supernavi, e disoccupazione diffusa, oggi si tende a riportare tutto a casa, anche le produzioni, ed andare nei Paesi prima sfruttati, per produrre per le popolazioni locali che lentamente stanno cominciando a diventare consumatrici. La direzione giusta dunque é produrre localmente, valorizzare le tecnologie ed il design, creare una base infrastrutturale nel Paesi meno sviluppati tale da consentire la diffusione locale delle merci prodotte. Insomma, la guerra da vincere é abbattere la povertá e far si che il Mondo, grazie alla tecnologia, possa produrre sempre di piú con un impatto ambientale meno invasivo, e con lo scopo di redistribuire la ricchezza. Perché chi sta bene economicamente, non solo non cerca piú di emigrare, ma crea a sua volta ricchezza per il Sistema. Stiamo forse assistendo a questo "assestamento" che ovviamente necessita di shock per poter prendere forma?
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